Magic Bus 142: nelle Terre Estreme

02.11.2021

Magic Bus 142: nelle Terre Estreme… La storia di Chris ed il “primo compleanno di Alex.. di Chris… proprio senza il Magic Bus”. La disperata ricerca di se stessi, la libertà ed il sogno che rimane tale per i veri sognatori…

 

12 Febbraio: il compleanno di Christopher McCandless.

12 Febbraio 2021. Il “primo compleanno di Alex (così Chris si fece chiamare lungo la strada)… ” senza il Magic Bus 142.

Ha preso il volo… l’estate scorsa.  Sollevato da un elicottero che l’ha condotto nel suo ultimo viaggio.

Dall’alto il Magic Bus 142 ha potuto ammirare i paesaggi dell’Alaska, quei boschi rigogliosi, quel fiume in piena, quelle terre estreme.

Dall’alto ha portato con sé tanti sogni, tante speranze. Perché se da un lato il Magic Bus 142 divenne famoso per il sogno di Christopher McCandless che morì al suo interno nella disperata ricerca di se stesso e di una sua libertà, dall’altro racchiudeva nelle sue lamiere i sogni di altre persone, i sogni di una vita dignitosa e di un riscatto sociale.

Dopo i minatori c’è stato Chris. Dopo Chris (e forse anche prima) ci sono stati tanti altri che si sono avventurati alla ricerca di qualcosa…

Ed ora anche se il Magic Bus 142 non è più “libero” nella sua natura selvaggia, rimane il simbolo dei sognatori.

Into The Wild… Il libro ed il film

Ho visto il film, a pezzi… Sì non sono mai riuscita a guardarlo dall’inizio alla fine, forse perché sapevo già come andava a finire, forse perché le immagini di quegli ultimi giorni non volevo proprio vederle, forse perché quella lotta per la sopravvivenza mi angosciava, o forse semplicemente non era il mio film, con quella rappresentazione del protagonista che mi trasmetteva a tratti inquietudine.

La storia di Chris ha però attratto la mia attenzione.

Una storia forse non unica… Altri come lui hanno cercato la loro grande avventura, altri come lui hanno intrapreso viaggi in solitaria, altri come lui hanno affrontato pericoli nella convinzione che quegli stessi pericoli portassero ad un cambiamento… in meglio.

Uno tra tanti quindi… quasi un “clichè”… eppure ogni storia è unica.

E la storia di Alexander Supertramp (questo il nome utilizzato durante tutto il suo peregrinare) è unica e degna di nota.

Una storia che ha creato dibattito (un sognatore o un semplice incosciente?), una persona che ha stravolto le vite di tanti altri: chi lo ha conosciuto lungo la strada, chi ne condivide i pensieri, chi ha seguito le sue orme.

Tra le persone che si sono appassionate al viaggio di Alex ed ai motivi che hanno spinto Chris ad effettuare determinate scelte c’è sicuramente Jon Krakauer, che incaricato di scrivere un pezzo sulla morte di Christopher, si è trovato catapultato nel suo mondo, nei suoi pensieri.

Ho letto il libro… anche questo senza divorarlo più o meno per gli stessi motivi del film…. ho però riletto dei passi…. mi sono soffermata su quelle frasi che a volte sembravano voci allo specchio.

Di Chris mi ha affascinato la personalità.

Chris cercava una sua felicità, fatta di regole diverse da quelle “imposte” dalla società moderna. Chris era contro il materialismo che porta a volere sempre di più, non trovando mai una vera soddisfazione. Chris era contro la sicurezza che condiziona la ricerca di una felicità ritenuta spesso irreale e fanciullesca. Chris  voleva semplicemente incontrare

L’autentico pulsare dell’esistenza

Consapevole che

Per l’animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo

L’avventura, l’esperienza, il cambiamento, la sfida continua, un nuovo orizzonte ogni giorno: questo era quanto lo manteneva vivo e che… forse…. rende vivo ogni uomo.

Chris non capiva la cattiveria della gente. E sulla sua strada Alex ha portato nuove prospettive, sorrisi, aiuto, consigli. In pochi attimi riusciva a lasciare il suo segno. Era aperto verso le persone, nonostante appartenessero a quella società da cui fuggiva. Era empatico. Scriveva lettere e cartoline verso quelle persone che avevano in qualche modo “sfamato il suo corpo e la sua mente”.

Chris era solitario senza essere asociale. Aveva quella capacità innata di riuscire a stare solo e star bene in quella sua solitudine. E questa sua consapevolezza lo portava a star bene con gli altri, ad attrarre gli altri… Fuggiva però dall’intimità e dalla sua “zavorra”, anche se alla fine della sua vita riconosce che

La felicità è vera soltanto se condivisa

Per cui.. forse…  l’uomo ha bisogno di parte di quella zavorra.

Il Magic Bus 142

E torniamo al Magic Bus 142, che ha fatto da campo base per Chris nei suoi ultimi mesi nelle Terre Estreme.

Un bus dalla forma particolare che ai giorni nostri ricorda i bus Caraibici o Sud Americani, quelli vecchi, sgangherati, comprati proprio dagli Stati Uniti.

Il lungo cofano trovato con il naso verso terra per quelle ruote distrutte che non riuscivano a reggere più il peso della ferraglia.

I 3 colori: il bianco del tetto arrotondato, il verde delle fiancate e quel giallo delle macchie, simbolo del tempo passato e di una storia.

Il grande numero 142 e la scritta sbiadita “Fairbanks City Transit System”.

Era lì fermo sullo Stampede Trail.

Con questi dettagli si è potuto ricostruire qualche pezzo del puzzle del Magic Bus 142.

La storia del Magic Bus 142

Luogo: lo Stampede Trail, un “sentiero” che in origine fu una strada forestale che conduceva alle miniere.

Il Magic Bus 142, che probabilmente era semplicemente la Linea 142 (il nome di Magic Bus fu attribuito da Alex), era l’autobus dei minatori, quelli che abbandonavano le proprie terre in cerca di fortuna, in cerca di lavoro. Quelli che trovavano un lavoro spesso estenuante, duro come è il lavoro in una miniera, ma che, forse, su quel Bus non smettevano mai di sognare e di credere alle promesse. Tanti sogni erano forse già racchiusi in quel Magic Bus ed è forse stato il destino a portare Alex proprio lì…in quel luogo magico… dove ha potuto ritrovare Chris.

Finirono i sogni dei minatori… il lavoro si spostò in altri luoghi ed il Magic Bus rimase su quel sentiero selvaggio, abbandonato, non funzionante.

Da riparo per i minatori, il Magic Bus diventò quindi il rifugio di cacciatori che cercavano cibo in quelle Terre Estreme…

La strada verso il Magic Bus ed il suo ultimo volo

Dopo i cacciatori arrivò Alex e dopo Alex si scoprì la storia di Chris.

Il ritrovamento del corpo di Chris nel Magic Bus avvolse il mezzo in un alone di mistero e sogno.

E dopo Chris tanti altri sognatori vollero ripercorrere quei sentieri per poter ritrovare la stessa magia.

E forse non solo sognatori… anche chi sfidava la sorte per una semplice foto, senza condividere né valori né rispetto per la natura.

Gente più o meno preparata si è avventurata verso quei luoghi creando in alcune occasioni un pericolo per se stessi e per i soccorritori: le autorità hanno quindi deciso di rimuovere il Magic Bus, di fagli fare un volo su quelle Terre Estreme…

Senza il Magic Bus…

Ed eccoci arrivati oggi… al primo compleanno di Chris senza il Magic Bus nel luogo in cui lo ha accolto per più di 100 giorni.

In tanti si sono chiesti se la rimozione sia stata giusta o sbagliata.

Il lato sognatore dice che è stata sbagliata. Il lato razionale dice che è stata giusta.

Purtroppo non si poteva controllare chi si avventurasse in questi luoghi, chi fosse realmente preparato ad un sentiero così impervio, chi veramente avesse gli stessi ideali di Chris, chi avesse rispetto per sé, per la natura e per gli altri esseri umani.

Chi vive di quegli ideali probabilmente riprenderà quel sentiero. Chi voleva solo una foto probabilmente non lo farà più.

Chi ha dei sogni si metterà comunque in strada, probabilmente su altri tracciati, consapevole del fatto che ognuno deve trovare il “proprio Magic Bus”: solo quello avrà delle risposte….

Alaska – Nelle Terre Estreme

E non potrei concludere questo articolo senza un breve cenno all’Alaska.

L’Alaska è la meta.

Il libro ed il film raccontano il viaggio lungo altri territori…. ma la Terra Estrema rimane la protagonista assoluta….

Il sogno.

L’Alaska è racchiusa in quegli occhi commossi di Alex nell’ammirare il paesaggio circostante.

L’Alaska ha un fascino tenebroso. Ha il fascino dell’inesplorato. Ha il fascino della lotta per la vita.

In Alaska finisci per abituarti alle cose strane che succedono

Nel libro vi sono descrizioni e stralci di altri libri.

Quelle descrizioni ti vanno vagare con la fantasia.

Leggendo si immagina… ma forse parlando di Alaska la realtà riesce a superare l’immaginazione…

Nel film i paesaggi si vedono, sono lì, li puoi guardare… ma sono confinati da uno schermo.

E non si può confinare ad una descrizione o ad una singola immagine qualcosa di sconfinato.

Eh sì il sogno dell’Alaska rimane…

 

 


FOTO di COPERTINA: Immagini da Cava